"Ho servito come un buon soldato". Giovanni Frignani dalle trincee del Piave alle Fosse Ardeatine


A cura di Alessandro Luparini

ISR Ravenna, 2013

€ 12,00
La vicenda del ravennate Giovanni Frignani (1897-1944) attraversa alcuni dei momenti più drammatici della storia d'Italia. Volontario nella Grande Guerra, decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare, passò in seguito all'Arma dei Carabinieri, arrivando al comando del Gruppo Interno di Roma col grado di tenente colonnello. Toccò a lui, dietro ordine del re Vittorio Emanuele III, il compito di arrestare Benito Mussolini nel pomeriggio del 25 luglio 1943; uno "sgarbo" che il duce non gli avrebbe mai perdonato, giurandogli vendetta. Dopo l'armistizio dell'8 settembre e il disarmo imposto dai tedeschi all'Arma, Frignani, passato in clandestinità, fu tra i principali organizzatori e animatori del Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri, una delle formazioni più attive nell'ambito della resistenza militare al nazifascismo, pagina fondamentale ma ancora troppo poco nota della nostra storia nazionale. Catturato dalla Gestapo il 23 gennaio 1944, fu rinchiuso nell'infame carcere di via Tasso e sottoposto a terribili torture, ma non rivelò niente che potesse compromettere l'organizzazione clandestina. Due mesi dopo, il 24 marzo 1944, venne ucciso insieme ad altri 334 italiani alle Fosse Ardeatine, nella spaventosa rappresaglia ordinata dai nazisti per i fatti di via Rasella. Nell'Italia liberata Giovanni Frignani sarebbe stato insignito della Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
Questa pubblicazione ne ripercorre la vita e l'azione, anche sulla base di documentazioni inedite.